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Come cambiano nel 2016 gli assegni mensili di maternità e quelli al nucleo familiare concessi dai comuni negli importi e nel limite di reddito?

Per i nati tra i 1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016 i Comuni concederanno assegni mensili di importo pari a 338,89 euro alle mamme prive di tutela previdenziale obbligatorio, così come previsto dall’articolo 65 della legge 448 del 1998. L’assegno di maternità spettano per 5 mesi per un importo totale di 1694,45 euro annui per il 2016.

Gli assegni per il nucleo familiare per famiglia con almeno 3 figli minori per il 2016, sempre concessi dai comuni, sono pari a 141,30 euro in base all’articolo 74 del decreto legislativo 151 del 2004.

A comunicare i nuovi importi è il dipartimento delle politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli importi, invariati rispetto al 2015, sono stati pubblicati con un comunicato in GU.

I limiti di reddito per accedere alle prestazioni sono stati fissati nel seguente modo:

  • assegno maternità: limiti di reddito Isee 16.954,95 euro annuali
  • assegno nucleo familiare: limiti di reddito Isee 8.555,99 euro annuali

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L’Irpef è una imposta diretta e progressiva che si applica sul reddito delle persone fisiche che si versa in base allo scaglione di reddito in cui si rientra.

Proprio sulla base dello scaglione di reddito si determina l’aliquota Irpef da corrispondere la Fisco, su percentuali che variano dal 23 al 43%.

Per il 2016 gli scaglioni Irpef e le relative aliquote rimangono invariate rispetto all’anno precedente e possono essere così riassunte.

Riguarda i contribuenti con un reddito compreso tra 0 e 15mila euro.L’aliquota per questo scaglione di reddito è del 23% che nel caso di massimo reddito corrisponde ad una tassazione di 3450 euro. In questo scaglione rientrano tutti i lavoratori con un reddito mensile che non supera i 1250 euro.

Questo scaglione Irpef riguarda tutti i contribuenti con reddito compreso tra15.001 e 28mila euro. L’aliquota relativa a questo scaglione è del 27% e la tassazione, nel caso del reddito massimo è pari a 6960 euro l’anno. In questo scaglione rientrano tutti i lavoratori con un reddito mensile compreso tra 1250 euro e 2335 euro.

Si ricorda che dal secondo scaglione in poi si applica l’aliquota successiva soltanto per la parte eccedente di reddito rispetto all’aliquota base.

Il terzo scaglione Irpef comprende i redditi tra 28.001 e 55mila euro con una aliquota pari al 38%. In questo caso l’aliquota del 38% si applica soltanto ai redditi eccedenti i 28mila euro, sui quali si applica, invece, l’aliquota del 27%. In caso di reddito massimo la tassazione applicata è di 17220 euro. Questo scaglione riguarda tutti i lavoratori con un reddito fino a 4583 euro.

Il quarto scaglione è riferito a tutti i contribuenti con reddito compreso tra 55.001 e 75mila euro, cioè per redditi mensili fino a 6250 euro. L’aliquota che si applica in questo caso è del 41% (sempre sui redditi che eccedono i 55mila euro, ai quali è applicata l’aliquota del 38%). La tassazione maggiore applicata è di 25.420 euro.

Questo scaglione riguarda i redditi superiori ai 75mila euro, ovvero ai redditi mensili superiori a 6250 euro. In questo caso l’aliquota applicata è del 43% che dovrà essere corrisposta per i redditi eccedenti i 75mila euro, sui quali è applicata l’aliquota del 41%.

Entro il 30 giugno i rappresentanti legale degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche, che hanno chiesto di accedere alla ripartizione del 5‰ per il 2015, devono presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che attesta la persistenza dei requisiti necessari, inviando, a pena di decadenza, l’apposito modello, reperibile sul sito internet dell’Agenzia.