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Come cambiano nel 2016 gli assegni mensili di maternità e quelli al nucleo familiare concessi dai comuni negli importi e nel limite di reddito?

Per i nati tra i 1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016 i Comuni concederanno assegni mensili di importo pari a 338,89 euro alle mamme prive di tutela previdenziale obbligatorio, così come previsto dall’articolo 65 della legge 448 del 1998. L’assegno di maternità spettano per 5 mesi per un importo totale di 1694,45 euro annui per il 2016.

Gli assegni per il nucleo familiare per famiglia con almeno 3 figli minori per il 2016, sempre concessi dai comuni, sono pari a 141,30 euro in base all’articolo 74 del decreto legislativo 151 del 2004.

A comunicare i nuovi importi è il dipartimento delle politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli importi, invariati rispetto al 2015, sono stati pubblicati con un comunicato in GU.

I limiti di reddito per accedere alle prestazioni sono stati fissati nel seguente modo:

  • assegno maternità: limiti di reddito Isee 16.954,95 euro annuali
  • assegno nucleo familiare: limiti di reddito Isee 8.555,99 euro annuali

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La Corte di cassazione, con la sentenza n. 19410 del 30 settembre 2015, ha sancito che la dichiarazione dei redditi non è emendabile con l’adeguamento agli studi di settore, trattandosi di un atto negoziale e non di un mero errore materiale. In altre parole, per evitare l’atto impositivo il contribuente non può far valere l’errore materiale riconducibile a problemi di software, ma provare un’obiettiva riconoscibilità dell’errore contenuto nella dichiarazione.

È infatti ormai noto che il principio della emendabilità e ritrattabilità di ogni dichiarazione fiscale si riferisce alle sole ipotesi in cui la dichiarazione risulti frutto di un errore, testuale o extratestuale, di fatto o di diritto, essendo peraltro evidente che tale errore debba essere allegato, specificato e provato e che l’errore emendabile deve sempre riguardare il contenuto proprio della dichiarazione di scienza, non la manifestazione di volontà implicita nell’esercizio di un’opzione offerta dal legislatore, come disciplinata dal dpr n. 131 del 1986, art. 52.

Il 30 settembre scade il termine ordinario per presentare le dichiarazioni fiscali relative al 2014. La chiamata riguarda i modelli Unico, la dichiarazione annuale Iva e quella Irap. Stessa data è accordata per la presentazione della scheda con le scelte per l’8, il 5 e il 2 per mille per le persone fisiche esonerate dall’invio della dichiarazione dei redditi.  Chi salta l’appuntamento, può rimediare, con una piccola sanzione, nei successivi 90 giorni.

Il modello di dichiarazione unificato compensativo (abbreviato in Modello Uni.Co.) è uno dei modelli utilizzati in Italia per dichiarare il reddito delle persone fisiche.

Il modello Unico è il modello ordinario di dichiarazione dei redditi; si tratta di un modello unificato tramite il quale è possibile effettuare più dichiarazioni fiscali.

Per una corretta presentazione del modello Unico è necessario eseguire le seguenti operazioni:

  • compilare il modello in tutte le sue parti;
  • calcolare i versamenti;
  • effettuare i versamenti;
  • presentare la dichiarazione.

A differenza del modello 730, nel modello Unico i versamenti delle imposte sono effettuati direttamente dal contribuente attraverso il modello F24, che deve essere presentato in banca o in posta.

l contribuente può effettuare direttamente la compilazione del modello ed i calcoli dei versamenti o può richiedere assistenza alla compilazione ai CAF, ai professionisti e agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate appositamente abilitati a svolgere questa attività.

Entro il 30 giugno i rappresentanti legale degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche, che hanno chiesto di accedere alla ripartizione del 5‰ per il 2015, devono presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che attesta la persistenza dei requisiti necessari, inviando, a pena di decadenza, l’apposito modello, reperibile sul sito internet dell’Agenzia.